“Viaggio in Valconca”: sabato 21 luglio presentazione del libro di Gabriele Geminiani a Morciano di Romagna

Un viaggio emozionale nella Valconca fra segni, oggetti, scorci, paesaggi, rovine e nuova cementificazione. Dopo la presentazione svoltasi nel mese di maggio alla Biblioteca di San Marino alla presenza degli Eccellentissimi Capitani Reggenti, arriva anche a Morciano di Romagna “Viaggio in Valconca” (edizioni Seven Seas) ultimo libro di Gabriele Geminiani. Appuntamento sabato 21 luglio alle 21 nella sala ex Lavatoio di via Concia. La prima tappa di un piccolo tour che porterà l’autore nei diversi Comuni della vallata.
“Questa non è una guida – spiega lo stesso autore – Se avete preso in mano questo volumetto pensando che potesse illuminarvi su un eventuale itinerario turistico nel Montefeltro, rimarrete sicuramente delusi”. Il volume “Viaggio in Valconca” inizia proprio con questa chiara premessa: ci sono voluti 10 anni esatti – il ‘viaggio’ si è compiuto nell’estate del 2007 – a Geminiani per dare ordine e avviare alle stampe un mucchietto di fotografie, reportage di una intera giornata passata a gironzolare insieme ad un gruppetto scelto di amici per le colline della Valconca su di un vecchio pulmino Volkswagen color caffelatte. Scopo, quello di immortalarne la bellezza ma soprattutto le brutture edilizie che andavano sempre di più a costellarne e intaccarne i preziosi paesaggi e i profili millenari. Con il fine di sensibilizzare al problema cittadini e amministratori attraverso una mostra itinerante e un libro, e magari innescando un dibattito vero e proprio. A distanza di tempo l’operazione ha anche assunto uno scopo documentario: infatti diverse architetture presenti sul volume, sia domestiche che industriali, sono andate per sempre perdute.
E lo studioso Alessandro Sistri nella sua illuminante post-fazione, pone sul tavolo riflessioni importanti sulla macro-comunità della Vallata che comprende numerosi comuni, alcuni marchigiani e altri romagnoli: “Manca un ragionamento comune, qualcuno potrebbe anche dire, con un termine abusato ma difficilmente sostituibile, che manca un’identità di valle. Si sa, ogni identità per essere tale ha bisogno di segni da riconoscere e condividere. Il viaggio raccontato in questo libro mette a fuoco proprio alcuni di questi segni, piccoli e grandi, nascosti e palesi, duraturi ed effimeri, facili e difficili, immateriali e materiali. Un libro, dunque, che aiuta a concepire una vallata nel suo insieme di spazi, sentimenti, contraddizioni, un repertorio che mette uno affianco all’altro non tutti i segni presenti (sarebbe ovviamente impossibile) ma quelli scelti dall’intelligenza e dal cuore di chi ha fatto insieme questo piccolo viaggio.

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